La famiglia e il malato terminale tra condivisione e competenza

11 novembre 2002 - Estate di S. Martino

 

 PREGHIERA

Fino a quando, Signore,
questo silenzio del cuore,
questo vuoto di un futuro incerto?

Uno dello nostra famiglia è malato,
c’è un sudore freddo sulla sua fronte,
e angoscia nel nostro cuore. 

La vita che se ne va
è come un seme che cade per terra.

 Aiutaci, Signore, a sperare
che quel seme non va perduto
e porterà frutto abbondante.

 Parlaci, Signore.
donaci un po’ di luce negli occhi,
sostienici in quest’ora di dolore.

 Tu che sei vicino a chi ha il cuore ferito,
ascolta il nostro grido,
Dio di misericordia.

Dacci la forza di reagire nei momenti di disperazione
e nelle ore di buio.

Quello che chiediamo a te, Dio dell’amore,
lo vorremmo ricevere dalle mani e dal cuore
di chi ci sta accanto, da amici e parenti.

 Suscita affetto, vicinanza, amicizia,
fraternità, condivisione.

 E quando arriverà il momento,
accogli questa creatura fra le tue braccia,
Dio, Padre di tenerezza.

 Ti supplichiamo:
non lasciarci soli e smarriti. Amen. 

a cura dell’ADO


P
REGHIERA

 O Signore tu che hai detto
“l’Amore più grande è dare la vita per i propri amici”,
aiutaci a scoprire nel volontariato,
l’opportunità di incontrare
non solo la sofferenza umana,
ma di vivere l’amore.

Apri i nostri occhi
a riconoscere in ogni malato

il tuo volto e la tua presenza.

 Apri le nostre menti
a valorizzare l’unicità di ogni persona
con la sua storia e cultura.

 Apri i nostri orecchi
ad accogliere con attenzione
le voci che chiedono ascolto.

 Apri i nostri cuori
ad offrire speranza dove c’è paura,
solidarietà dove c’è tristezza.

 Aiutaci, o Signore,
a testimoniare il Vangelo con il sorriso,
una parola, un gesto d’affetto.

 Donaci l’umiltà di riconoscere che noi
non siamo la luce,
ma strumenti della tua luce,
non siamo l’amore,
ma espressione del tuo amore.

Anonimo

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